Amici dei Musei di Vicenza

 

AMICI DEI MONUMENTI, DEI MUSEI

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DI VICENZA E PROVINCIA

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 barbieri_3.jpg.p..jpg “Il Presidente dell’Associazione Amici Musei di Vicenza, con il Consiglio direttivo e tutti i Soci, ricordando con viva gratitudine la lunga e qualificata collaborazione ricevuta, è vicino alla moglie e ai figli in questo doloroso momento  e con loro piange la perdita del carissimo

Prof. FRANCO BARBIERI                                                                   

amico generoso e prezioso che tanto si è prodigato per l’arricchimento culturale della comunità vicentina.

Vicenza, 29, 07,2016"

 

 

IL PROFESSORE DEI VICENTINI

Franco Barbieri, esperto d'arte moderna e architettura, ha contribuito con i suoi studi a far conoscere Vicenza nel mondo

Se n'è andato un uomo gentile e dimesso, uno studioso scrupoloso ed ineguagliabile. Addio ad un docente che almeno in tre generazioni di vicentini ha infuso passione per l'arte e l'architettura e rigore nella ricerca. Franco Barbieri avrebbe compiuto 94 anni il 20 ottobre e si annunciava una nuova festa nel mondo accademico per un traguardo che anno dopo anno sembrava sempre tagliare con sicurezza. La meta è arrivata prima, silenziosa e inesorabile, dopo qualche settimana di ospedale al San Bortolo, lasciando disorientata la signora Ada, novantenne, che gli è stata dono in un lungo matrimonio felice. Accanto fino all'ultimo soffio i figli Umberto e Francesca.Franco Barbieri era un vicentino di ascendenze foreste - nonno vicentino e nonna friulana, padre romagnolo - cosa che gli consentiva un coinvolgimento passionale nel raccontare la storia della città e della provincia, ma che gli regalava il giusto distacco e quell'humor anglosassone con cui spesso chiudeva i suoi interventi. Vicenza l'ha amata moltissimo, e soprattutto negli ultimi anni ne è stato ricambiato a piene mani, divenuto l'ultimo di una generazione di intellettuali formatisi nel secondo dopoguerra, di talenti che non si ripeteranno.LA CARRIERA. Il Professore - lo chiamavano così - si era laureato in storia dell'arte nel 1946 a Padova, allievo di Giuseppe Fiocco e Sergio Bettini iniziando il cursus dell'insegnamento dai paesi, Camisano, Lonigo e Schio. Entrò in ruolo ai licei prima al Maffei di Verona e poi al Pigafetta di Vicenza. «Un insegnante straordinario, un uomo di una modestia impensabile rispetto al suo sapere - ricorda Giorgio Ceraso che ne fu allievo e che è divenuto a sua volta memorialista e ricercatore storico - Aveva una intelligenza rara e una capacità di tradurre la conoscenza facendosi capire da tutti». La prima cattedra universitaria arrivò nel 1966 a Macerata e vi rimase per dodici anni come ordinario di Storia medievale e moderna fino al "salto" alla Statale di Milano nel 1978. I suoi corsi sempre affollati proseguirono fino al 1997, l'anno della pensione. Nel 1959 entrò nell'Accademia Olimpica di Vicenza, eletto presidente della Classe di Lettere ed arti dal 1978 al 1994. Fu Accademico dei Catenati di Macerata, socio corrispondente dell'Ateneo Veneto e Fellow of the Royal Society of Arts, membro del Comitato Nazionale per la pubblicazione degli Scritti di Antonio Canova. Ma era soprattutto componente del Consiglio scientifico del Centro internazionale di studi di architettura Andrea Palladio, dove insegnava ai corsi sull'architettura palladiana con studenti da tutto il mondo. Vincenzo Scamozzi era il suo cavallo di battaglia ed in questa veste aveva inaugurato la mostra in corso a Palazzo Barbararano da Porto sul 400° della morte dell'architetto, fornendo nuovi spunti agli studiosi, chinandosi con inesauribile curiosità - il 24 maggio all'inaugurazione - sui taccuini originali.Barbieri ricevette le medaglia d'oro del Comune di Vicenza come cittadino benemerito, il premio Ville Venete nel 2004 ma anche numerosi altri riconoscimenti. Un omaggio che lo vide realmente commosso glielo fece il Cisa nel 2004 pubblicando "Per Franco Barbieri. Studi di storia dell'arte e dell'architettura", un libro dedito da Marsilio in cui vennero raccolti saggi di studiosi, ex allievi ed amici. Il suo curriculum registra oltre 400 pubblicazioni, da studi sul Medioevo fino al Novecento, con una grande intensità di produzioni su Vicenza e il Veneto. Tra i tanti vanno ricordati Vincenzo Scamozzi (1952), Il Museo Civico di Vicenza. Dipinti e sculture (1962), Andrea Palladio. Dalla pratica del cantiere alle immagini del Trattato (1991), Illuministi e Neoclassici (1972), Vicenza. Storia di un'avventura urbana (1982), Vicenza città di palazzi (1987), Vicenza interni (1991) e Stanze vicentine (2003). Per Angelo Colla firmò "Vicenza. Ritratto di una città. Guida storico-artistica" in collaborazione con Renato Cevese, altro grande studioso scomparso nel 2009.LA CITTA'.Franco Barbieri faticava ad eludere gli inviti: era sempre presente ai cicli di conferenze di Italia Nostra e degli Amici dei Monumenti, produceva la schede storiche per battaglie intese a salvare monumenti, non ultimo il chiostro di San Pietro e l'oratorio dei Boccalotti; era in giuria a Nantopietra e del comune berico divenne cittadino onorario. Ai bambini della scuola materna Fiorasi, su richiesta di una nonna, spiegò l'8 giugno il teatro Olimpico con una semplicità disarmante: una mezz'ora di magia, un linguaggio che andava al cuore. «Dovete guardare in su quando camminate, questa è una città piena di sorprese, io sono diventato professore di arte perchè da piccolo mi guardavo intorno e mi facevo tante domande su chi costruiva i palazzi, chi dipingeva i quadri» raccomandò al suo uditorio in jeans. E' stata la penultima uscita pubblica. L'ultima a villa Motterle Zileri il 10 giugno, per battezzare il libro di Luca Trevisan sugli affreschi restaurati del Tiepolo: un favore al giovane studioso, una chiacchierata come sempre amabile e dotta. Quanto a noi del Giornale di Vicenza avevamo un appuntamento estivo per una intervista su Scamozzi e i suoi segreti: ci dispiace infinitamente di non aver potuto godere con lui di quel tè coi biscottini delle cinque, che ogni giorno - cascasse il mondo - erano il suo punto fermo dopo una giornata di letture, scrittura, orto, tv solo per lo stretto necessario. Barbieri era davvero signore di altri mondi.

Nicoletta Martelletto

 

 

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