Amici dei Musei di Vicenza

 

AMICI DEI MONUMENTI, DEI MUSEI

E DEL PAESAGGIO PER LA CITTA'

DI VICENZA E PROVINCIA

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L'ASSOCIAZIONE OFFRE IL RESTAURO DELL'AFFRESCO DETURPATO DELLA CROCIFISSIONE NELLA CHIESA DI SAN LORENZO A VICENZA

ALCUNI ARTICOLI:

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IL GIORNALE DI VICENZA

A SAN LORENZO. Era stato rovinato ad agosto da una serie di scritte e simboli con vernice spray nera: il costo è di qualche migliaia di euro
L'affresco deturpato trova mecenati
L'associazione Amici dei monumenti si farà carico del restauro dell'opera che è stata imbrattata
«Una splendida pagina dopo quella vergognosa»
L'affresco di San Lorenzo imbrattato dalle scritte dei vandali la scorsa estate
Si scrive Amici dei monumenti ma si legge mecenati. Certo, non è una nuova opera d'arte ma poco ci manca, visto che l'operazione finanziata e donata dall'associazione alla città porterà alla rinascita di un affresco deturpato da qualche vandalo la scorsa estate. «Abbiamo deciso di sostenere il restauro del dipinto imbrattato a San Lorenzo - annuncia il presidente Mario Bagnara - perché siamo rimasti colpiti e perché l'associazione è legata a questo luogo che ospita i nostri incontri». L'intervento, che costerà qualche migliaio di euro («La cifra esatta sarà definita dopo le analisi»), sarà avviato entro il prossimo mese «e rappresenta una pagina luminosa dopo quella orrenda e vergognosa di questa estate», commenta soddisfatto il vicesindaco Jacopo Bulgarini d'Elci. LA STORIA. È la mattina di mercoledì 10 agosto. «Chi ha fatto tutto questo è un vandalo, un ignorante, un delinquente». Sono queste le parole utilizzate dal sindaco Achille Variati che guarda sconsolato alla parete esterna del Tempio di San Lorenzo. Nella notte qualche vandalo ha preso in mano la bomboletta spray nera e ha lasciato il segno sull'edicola esterna sul lato sinistro del tempio di San Lorenzo, macchiando anche parte di un affresco del Trecento. «Abbiamo presentato una denuncia contro ignoti», aggiunge il primo cittadino. Ma da quel giorno né segnalazioni né telecamere saranno utili per risalire al responsabile. Cosa che, invece, come si legge sotto si è riusciti a fare per la Basilica.LA PULIZIA. Dallo scoramento alla soddisfazione. Immediatamente la nicchia viene chiusa con un pannello di legno. Passano giorni, settimane e mesi. Il Comune lancia un appello: «Cerchiamo qualcuno disposto a dare una mano per il restauro». E la risposta arriva ed è firmata dagli Amici dei monumenti. «Ci siamo sentiti in dovere di occuparci del recupero dell'affresco - fa sapere Bagnara - che non ha confronti in ambito vicentino con riferimento all'inizio del Trecento. Abbiamo avanzato a dicembre la proposta all'amministrazione che l'ha accolta favorevolmente. Il nostro intervento vuole essere anche un segnale di sostegno alla comunità dei frati minori che ci auguriamo possa rimanere nella sede di San Lorenzo; invitiamo anche i vicentini a comprendere quanto si stia rischiando di perdere». IL LAVORO. L'operazione non sarà una semplice pulizia «ma - interviene l'assessore alla cura urbana Cristina Balbi - avrà una funzione educativa. Il cantiere sarà quindi a disposizione dei ragazzi, all'entrata o all'uscita da scuola, oppure durante l'orario scolastico coinvolgendo gli insegnanti, mostrando così le conseguenze di azioni avventante per mancanza di educazione o cultura». «Purtroppo - incalza il vicesindaco Bulgarini d'Elci - un momento di stupidità e di mancanza di rispetto nato all'interno della nostra comunità ha danneggiato il patrimonio collettivo che appartiene a tutti. Siamo felici che l'affresco verrà restaurato grazie alla scelta generosa dell'associazione presieduta da Mario Bagnara che ha deciso di venire incontro alle esigenze e alle difficoltà dell'amministrazione. È una scelta luminosa che guarisce una ferita, a dimostrazione che la comunità è formata non solo da coloro che non sanno prendersi a cuore i beni comuni, ma anche da chi riconosce i valori della comunità e li tutela». © RIPRODUZIONE RISERVATA
Nicola Negrin
TVIWEB
VICENZA – San Lorenzo, gli Amici dei monumenti offrono il restauro  dell’affresco deturpato della Crocifissione
Buone notizie per il patrimonio culturale della città: gli Amici dei monumenti, dei musei e del paesaggio donano il restauro dell’affresco del Tempio di San Lorenzo che nell’agosto del 2016 era stato imbrattato da una serie di scritte e simboli con vernice spray di colore nero.
Oggi l’annuncio è stato dato in sala Stucchi dal vicesindaco e assessore alla crescita Jacopo Bulgarini d’Elci, dall’assessore alla cura urbana Cristina Balbi, dal presidente dell’associazione Amici dei monumenti, dei musei e del paesaggio per la città di Vicenza e provincia Mario Bagnara e dal restauratore Xavier Angelo Robusti di Arcart srl. Erano presenti inoltre padre Giulio Cattozzo della Provincia padovana dei frati minori conventuali, Giorgio Ceraso e alcuni membri dell’associazione Amici dei monumenti, dei musei e del paesaggio per la città di Vicenza e provincia.
L’affresco che raffigura la Crocifissione, è databile tra il 1300 e il 1320, ed è attribuito a un artista appartenente alla scuola del “giottismo vicentino”, il movimento del quale fecero parte un gran numero di pittori legati dall’insegnamento e dall’imitazione dei modelli di Giotto. Il dipinto, collocato in una nicchia alla sinistra della facciata del tempio, si presenta frammentario: perduto l’intonaco degli strati più bassi, se ne è salvata solamente la parte superiore. L’affresco era stato restaurato nell’estate del 2006. L’imbrattamento interessa la muratura e marginalmente la superficie affrescata dell’opera.
“Ad una pagina orrenda e vergognosa della storia recente della nostra città si viene a contrapporre oggi una pagina luminosa grazie agli Amici dei monumenti, dei musei e del paesaggio che si fanno carico delle spese per ripristinare l’affresco sfregiato di San Lorenzo – ha annunciato il vicesindaco e assessore alla crescita Jacopo Bulgarini d’Elci – Purtroppo un momento di stupidità e di mancanza di rispetto nato all’interno della nostra comunità ha danneggiato il patrimonio collettivo che appartiene a tutti. Siamo felici di annunciare che l’affresco verrà restaurato grazie alla scelta generosa dell’associazione presieduta da Mario Bagnara che ha deciso di venire incontro alle esigenze e alle difficoltà dell’amministrazione. Mi piace definirla una scelta luminosa che va a guarire una ferita, a dimostrazione che la comunità è formata non solo da coloro che non sanno prendersi a cuore i beni comuni, ma anche da chi riconosce come fondamentali i valori della comunità stessa, li preserva e li tutela”.
“Ringrazio l’associazione che, venendo incontro alle effettive esigenze dell’amministrazione, dimostra chiaramente l’amore verso la città – ha ricordato l’assessore alla cura urbana Cristina Balbi – Fin da subito abbiamo accettato, in sede di giunta, la proposta mettendoci a disposizione per fare da tramite con la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza che dovrà verificare il progetto prima di procedere all’esecuzione. Durante l’incontro di lunedì scorso, anche alla presenza del restauratore, abbiamo verificato l’effettiva disponibilità da parte soprintendenza di darci una risposta celere per poter concludere l’intervento in breve tempo. L’idea di promuovere un “cantiere aperto” emersa durante il sopralluogo è in linea con l’attività dell’ufficio muri puliti di recente istituzione che si occupa di monitorare i monumenti per intervenire con azioni di pulizia mirata e di educazione. Il cantiere sarà quindi a disposizione dei ragazzi, all’entrata o all’uscita da scuola, oppure durante l’orario scolastico coinvolgendo gli insegnanti, mostrando così le conseguenze di azioni avventante per mancanza di educazione o cultura”.
“La possibilità di sostenere interventi di restauro come questi è dovuta a varie iniziative dell’associazione che rappresento – è intervenuto Mario Bagnara, presidente dell’associazione Amici dei monumenti, dei musei e del paesaggio per la città di Vicenza e provincia – Tra queste anche la pubblicazione del volume di Giorgio Ceraso dedicato alla pianta di Vicenza di Giandomenico Dall’Acqua presentato recentemente proprio in sala Stucchi che ha fruttato alcune elargizioni liberali che verranno devolute proprio a favore di restauri. La deturpazione dell’affresco, segnalato da padre Giulio Catozzo, accolta con condanna ‘arrabbiata’ da parte dell’amministrazione, ci ha particolarmente colpiti anche perché la nostra associazione è legata a San Lorenzo che ospita i nostri incontri. Inoltre un socio – Luca Trevisan – ha scritto un volume su San Lorenzo oltre che una guida breve del monumento. Ci siamo sentiti in dovere di occuparci del recupero dell’affresco che non ha confronti in ambito vicentino con riferimento all’inizio del Trecento. Abbiamo pertanto avanzato a dicembre la proposta all’amministrazione che l’ha accolta favorevolmente. Il nostro intervento vuole essere anche un segnale di sostegno alla comunità dei frati minori che ci auguriamo possa rimanere nella sede di San Lorenzo; invitiamo anche i vicentini a comprendere quanto si stia rischiando di perdere. Inoltre, durante il recente sopralluogo l’architetto Giovanna Battista della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza, che ha apprezzato la modalità di intervento a cura di Xavier Robusti di Arcart, ci ha invitati a cogliere questa occasione per sensibilizzare i giovani, invitandoli ad essere presenti ai lavori di pulizia e restauro”.
“L’intervento, fortunatamente, è di entità abbastanza modesta avendo imbrattato, solo in maniera marginale, la zona dell’affresco; la gran parte del danno è circoscritto alla parte sottostante della parete muraria, in mattoni – ha precisato il restauratore Xavier Angelo Robusti di Arcart srl – Bisogna però considerare che le vernici spray utilizzate per imbrattalo contengono al loro interno composti molto aggressivi che vengono assorbiti in profondità dai materiali (in questo caso mattoni che per loro natura sono maggiormente assorbenti) causando notevoli danni. Pertanto provvederemo con un’analisi diagnostica per comprendere il tipo di vernice utilizzata per procedere poi con un intervento mirato. La rimozione avverrà tramite l’applicazione di impacchi di carbonato di ammonio, con un tempo di contatto controllato con cui si alleggerirà l’assorbimento delle vernici. Poi si interverrà ad una rimozione manuale controllata con l’ausilio di bisturi e specilli: tale operazione permetterà di rimuovere gli strati di vernice superficiali senza andare ad intaccare la struttura in mattoni e malta. Verrà poi applicato un protettivo consolidante specifico per superfici murarie in mattoni che permetterà la traspirabilità dell’opera. L’iter progettuale condiviso con l’architetto Giovanna Battista della Soprintendenza di Verona, dopo l’autorizzazione, verrà eseguito in tempi brevi e non oltre 40 giorni dal nulla osta”.

 


Resoconto visita alla Pinacoteca Ambrosiana e mostra Bellotto 

In una splendida giornata di sole, sabato 25 febbraio, a Milano

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abbiamo visitato la Pinacoteca Ambrosiana con la guida della nostra socia, prof.ssa Katia Brugnolo, docente all'Accademia di Belle Arti di Verona, con l'analisi puntuale di splendide e numerose opere, capolavori dell'arte italiana. Guidati da una brava guida abbiamo osservato nei dettagli le bellissime vedute dei due maggiori vedutisti veneziani, studiati nelle loro affinità e differenze nell catalogo di mostra a cura di Anna Bozena Kowalczyk. Si ringraziano le Sigg.re Maria Cristina Tonellotto, Maria Zorzi e Laura Lo Prete per il loro encomiabile impegno nell'organizzazione della bella gita.


 

 

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 barbieri_3.jpg.p..jpg “Il Presidente dell’Associazione Amici Musei di Vicenza, con il Consiglio direttivo e tutti i Soci, ricordando con viva gratitudine la lunga e qualificata collaborazione ricevuta, è vicino alla moglie e ai figli in questo doloroso momento  e con loro piange la perdita del carissimo

Prof. FRANCO BARBIERI                                                                   

amico generoso e prezioso che tanto si è prodigato per l’arricchimento culturale della comunità vicentina.

Vicenza, 29, 07,2016"

 

 

IL PROFESSORE DEI VICENTINI

Franco Barbieri, esperto d'arte moderna e architettura, ha contribuito con i suoi studi a far conoscere Vicenza nel mondo

Se n'è andato un uomo gentile e dimesso, uno studioso scrupoloso ed ineguagliabile. Addio ad un docente che almeno in tre generazioni di vicentini ha infuso passione per l'arte e l'architettura e rigore nella ricerca. Franco Barbieri avrebbe compiuto 94 anni il 20 ottobre e si annunciava una nuova festa nel mondo accademico per un traguardo che anno dopo anno sembrava sempre tagliare con sicurezza. La meta è arrivata prima, silenziosa e inesorabile, dopo qualche settimana di ospedale al San Bortolo, lasciando disorientata la signora Ada, novantenne, che gli è stata dono in un lungo matrimonio felice. Accanto fino all'ultimo soffio i figli Umberto e Francesca.Franco Barbieri era un vicentino di ascendenze foreste - nonno vicentino e nonna friulana, padre romagnolo - cosa che gli consentiva un coinvolgimento passionale nel raccontare la storia della città e della provincia, ma che gli regalava il giusto distacco e quell'humor anglosassone con cui spesso chiudeva i suoi interventi. Vicenza l'ha amata moltissimo, e soprattutto negli ultimi anni ne è stato ricambiato a piene mani, divenuto l'ultimo di una generazione di intellettuali formatisi nel secondo dopoguerra, di talenti che non si ripeteranno.LA CARRIERA. Il Professore - lo chiamavano così - si era laureato in storia dell'arte nel 1946 a Padova, allievo di Giuseppe Fiocco e Sergio Bettini iniziando il cursus dell'insegnamento dai paesi, Camisano, Lonigo e Schio. Entrò in ruolo ai licei prima al Maffei di Verona e poi al Pigafetta di Vicenza. «Un insegnante straordinario, un uomo di una modestia impensabile rispetto al suo sapere - ricorda Giorgio Ceraso che ne fu allievo e che è divenuto a sua volta memorialista e ricercatore storico - Aveva una intelligenza rara e una capacità di tradurre la conoscenza facendosi capire da tutti». La prima cattedra universitaria arrivò nel 1966 a Macerata e vi rimase per dodici anni come ordinario di Storia medievale e moderna fino al "salto" alla Statale di Milano nel 1978. I suoi corsi sempre affollati proseguirono fino al 1997, l'anno della pensione. Nel 1959 entrò nell'Accademia Olimpica di Vicenza, eletto presidente della Classe di Lettere ed arti dal 1978 al 1994. Fu Accademico dei Catenati di Macerata, socio corrispondente dell'Ateneo Veneto e Fellow of the Royal Society of Arts, membro del Comitato Nazionale per la pubblicazione degli Scritti di Antonio Canova. Ma era soprattutto componente del Consiglio scientifico del Centro internazionale di studi di architettura Andrea Palladio, dove insegnava ai corsi sull'architettura palladiana con studenti da tutto il mondo. Vincenzo Scamozzi era il suo cavallo di battaglia ed in questa veste aveva inaugurato la mostra in corso a Palazzo Barbararano da Porto sul 400° della morte dell'architetto, fornendo nuovi spunti agli studiosi, chinandosi con inesauribile curiosità - il 24 maggio all'inaugurazione - sui taccuini originali.Barbieri ricevette le medaglia d'oro del Comune di Vicenza come cittadino benemerito, il premio Ville Venete nel 2004 ma anche numerosi altri riconoscimenti. Un omaggio che lo vide realmente commosso glielo fece il Cisa nel 2004 pubblicando "Per Franco Barbieri. Studi di storia dell'arte e dell'architettura", un libro dedito da Marsilio in cui vennero raccolti saggi di studiosi, ex allievi ed amici. Il suo curriculum registra oltre 400 pubblicazioni, da studi sul Medioevo fino al Novecento, con una grande intensità di produzioni su Vicenza e il Veneto. Tra i tanti vanno ricordati Vincenzo Scamozzi (1952), Il Museo Civico di Vicenza. Dipinti e sculture (1962), Andrea Palladio. Dalla pratica del cantiere alle immagini del Trattato (1991), Illuministi e Neoclassici (1972), Vicenza. Storia di un'avventura urbana (1982), Vicenza città di palazzi (1987), Vicenza interni (1991) e Stanze vicentine (2003). Per Angelo Colla firmò "Vicenza. Ritratto di una città. Guida storico-artistica" in collaborazione con Renato Cevese, altro grande studioso scomparso nel 2009.LA CITTA'.Franco Barbieri faticava ad eludere gli inviti: era sempre presente ai cicli di conferenze di Italia Nostra e degli Amici dei Monumenti, produceva la schede storiche per battaglie intese a salvare monumenti, non ultimo il chiostro di San Pietro e l'oratorio dei Boccalotti; era in giuria a Nantopietra e del comune berico divenne cittadino onorario. Ai bambini della scuola materna Fiorasi, su richiesta di una nonna, spiegò l'8 giugno il teatro Olimpico con una semplicità disarmante: una mezz'ora di magia, un linguaggio che andava al cuore. «Dovete guardare in su quando camminate, questa è una città piena di sorprese, io sono diventato professore di arte perchè da piccolo mi guardavo intorno e mi facevo tante domande su chi costruiva i palazzi, chi dipingeva i quadri» raccomandò al suo uditorio in jeans. E' stata la penultima uscita pubblica. L'ultima a villa Motterle Zileri il 10 giugno, per battezzare il libro di Luca Trevisan sugli affreschi restaurati del Tiepolo: un favore al giovane studioso, una chiacchierata come sempre amabile e dotta. Quanto a noi del Giornale di Vicenza avevamo un appuntamento estivo per una intervista su Scamozzi e i suoi segreti: ci dispiace infinitamente di non aver potuto godere con lui di quel tè coi biscottini delle cinque, che ogni giorno - cascasse il mondo - erano il suo punto fermo dopo una giornata di letture, scrittura, orto, tv solo per lo stretto necessario. Barbieri era davvero signore di altri mondi.

Nicoletta Martelletto

 

 

Associazione degli amici dei monumenti, dei musei e del paesaggio per la città di Vicenza e provincia di Vicenza

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